Esposizioni

Ingresso libero in tutte le location

Il serramento tra materia e innovazione. 

Con questa installazione, Dimensione Serramenti sceglie di non mostrare semplicemente un prodotto finito, ma di rendere visibile il percorso della materia che lo genera.

Il serramento non appare come un oggetto isolato, ma come l’esito di una trasformazione: dal materiale di scarto alla polvere, dalla polvere al profilo, dal profilo alla soglia architettonica. Ciò che normalmente resta nascosto in un processo produttivo basato sul principio di economia circolare viene portato nello spazio espositivo e tradotto in un paesaggio da attraversare.

La polvere riciclata diventa una topografia morbida e continua. Si accumula, si deposita, costruisce rilievi e percorsi, trasformando la materia industriale in esperienza fisica e sensoriale. Il visitatore non osserva il processo da lontano: vi entra, lo attraversa, lo riconosce attraverso frammenti, campioni, profili, superfici trasparenti e dispositivi luminosi.

La circolarità non è raccontata come un diagramma astratto, ma come un movimento nello spazio. Il percorso accompagna lo sguardo e il corpo attraverso diverse condizioni della materia: il Residuo, dove i materiali recuperati conservano ancora tracce della loro vita precedente; il Deposito, dove la materia, sia essa di tipo plastico, lignea o metallica, viene raccolta e preparata per una nuova trasformazione; la Compressione, dove la polvere assume densità, prestazione e precisione diventando profilo; la Soglia, dove il processo si compie nella finestra montata a parete.

In questo passaggio, la materia cambia stato senza scomparire. Perde una forma, ne acquisisce un’altra, e torna a far parte dell’abitare. La finestra diventa così non solo un prodotto, ma il punto in cui economia circolare, innovazione tecnica e spazio domestico si incontrano.

Dimensione Serramenti è specializzata nella produzione Made in Italy di serramenti di alta qualità, ed è considerata un punto di riferimento nel settore dei serramenti per la grande affidabilità sia nel prodotto che nel servizio. La dedizione all’eccellenza e l’attenzione per i dettagli sono i valori fondamentali che guidano il lavoro quotidiano di tutta l’azienda.

Visionnaire traduce l’eccellenza artigianale italiana in una filosofia dell’abitare.
 Un lifestyle brand contemporaneo. 

Icona dell’alto design sartoriale crea, insieme a una rete di atelier selezionati, oggetti irripetibili e soluzioni su misura straordinarie che superano il passare del tempo come opere d’arte. 

Visionnaire nasce nel 2004 per coniugare l’eccellenza dell’artigianato italiano con una sensibilità internazionale. Partner d’eccezione per chi cerca soluzioni su misura dalle residenze più esclusive agli spazi contract, dagli hotel agli yacht, il brand collabora oggi con designer italiani e internazionali. 

Visionnaire è diventato un’icona globale, espressione di un lifestyle contemporaneo orientato alla ricerca della bellezza e dell’unicità. Oggi opera a livello internazionale, con flagship store nelle capitali mondiali del design, Milano, Londra, Miami, Los Angeles, Dubai, Hong Kong e Shanghai e un’estesa rete di store monomarca e boutique selezionate. 

Visionnaire declina il patrimonio artigianale italiano in una collezione di oggetti dallo stile distintivo, frutto di una continua sperimentazione su materiali, volumi dall’equilibrio inaspettato e motivi iconici che richiamano le sue radici.

In ogni creazione l’artigianato è celebrato come una delle espressioni più elevate della creatività umana, fra memoria e innovazione. 

Manufatti unici che nascono da processi artigianali in cui materiali rari e tecniche di lavorazione complesse si fondono per dare vita a un design da collezione, destinato a chi fa dell’abitare un’esperienza e un modo di essere. Per Visionnaire il design è, prima di tutto, un incontro tra culture, che parte dall’Italia per arrivare ovunque nel mondo. 

Se l’obiettivo è dare forma a oggetti e spazi dalla bellezza universale, l’identità resta salda: un’eleganza italiana che si lascia ispirare, di volta in volta, dalle sensibilità locali per cogliere il genius loci, lo spirito del luogo, dei tanti contesti in cui il brand opera. È così che ogni gesto progettuale acquista profondità e significato, parlando a tutte le comunità contemporanee.

Visionnaire traduce l’eccellenza artigianale italiana in una filosofia dell’abitare.
 Un lifestyle brand contemporaneo. 

Icona dell’alto design sartoriale crea, insieme a una rete di atelier selezionati, oggetti irripetibili e soluzioni su misura straordinarie che superano il passare del tempo come opere d’arte. 

Visionnaire nasce nel 2004 per coniugare l’eccellenza dell’artigianato italiano con una sensibilità internazionale. Partner d’eccezione per chi cerca soluzioni su misura dalle residenze più esclusive agli spazi contract, dagli hotel agli yacht, il brand collabora oggi con designer italiani e internazionali. 

Visionnaire è diventato un’icona globale, espressione di un lifestyle contemporaneo orientato alla ricerca della bellezza e dell’unicità. Oggi opera a livello internazionale, con flagship store nelle capitali mondiali del design, Milano, Londra, Miami, Los Angeles, Dubai, Hong Kong e Shanghai e un’estesa rete di store monomarca e boutique selezionate. 

Visionnaire declina il patrimonio artigianale italiano in una collezione di oggetti dallo stile distintivo, frutto di una continua sperimentazione su materiali, volumi dall’equilibrio inaspettato e motivi iconici che richiamano le sue radici.

In ogni creazione l’artigianato è celebrato come una delle espressioni più elevate della creatività umana, fra memoria e innovazione. 

Manufatti unici che nascono da processi artigianali in cui materiali rari e tecniche di lavorazione complesse si fondono per dare vita a un design da collezione, destinato a chi fa dell’abitare un’esperienza e un modo di essere. Per Visionnaire il design è, prima di tutto, un incontro tra culture, che parte dall’Italia per arrivare ovunque nel mondo. 

Se l’obiettivo è dare forma a oggetti e spazi dalla bellezza universale, l’identità resta salda: un’eleganza italiana che si lascia ispirare, di volta in volta, dalle sensibilità locali per cogliere il genius loci, lo spirito del luogo, dei tanti contesti in cui il brand opera. È così che ogni gesto progettuale acquista profondità e significato, parlando a tutte le comunità contemporanee.

Dove il Fuoco diventa Arte dal 1970 

Da oltre cinquant’anni MINI Srl interpreta il fuoco come elemento capace di unire architettura, tecnologia e cultura dell’abitare. Fondata nel 1970 dalla famiglia Mini a Savignano sul Panaro, nel Modenese, l’azienda è oggi guidata da Alessia e Paola Mini, seconda generazione di una storia imprenditoriale che ha trasformato il tradizionale punto vendita in una realtà dedicata al progetto del calore e degli spazi da vivere. 

La Galleria del Fuoco di Savignano sul Panaro e MINI Atelier a Bologna raccontano questa evoluzione attraverso ambientazioni in cui camini, stufe, cucine, forni e barbecue diventano parte integrante dell’architettura. Non semplici prodotti, ma elementi capaci di definire lo spazio, creare atmosfera e generare convivialità.
Legna, pellet, gas, bioetanolo, elettrico e tecnologie innovative, come il fuoco a ologramma, compongono una proposta trasversale, in cui ricerca, prestazioni ed estetica dialogano con i diversi linguaggi dell’interior design. La stessa filosofia si estende all’outdoor, con cucine e sistemi di cottura progettati su misura per trasformare terrazze e giardini in nuove stanze dell’abitare. 

Ogni progetto nasce dall’ascolto e dalla conoscenza dello spazio. Il confronto con architetti, interior designer e tecnici permette di costruire soluzioni personalizzate, dove proporzioni, materiali, tecnologia e funzionalità trovano un equilibrio preciso. 

Dalla progettazione alla realizzazione, dal collaudo all’assistenza, l’esperienza tecnica accompagna ogni fase del percorso. 

A BOLD | Bologna Live Design, MINI presenta una selezione delle proprie proposte e delle ultime novità, raccontando il fuoco contemporaneo attraverso forme, tecnologie e nuovi modi di vivere lo spazio. MINI. Il fuoco, progettato intorno a te.

A Palazzo Isolani Targetti Light Art Collection, una raccolta nata dall’impegno di Fondazione Targetti nella promozione della cultura della luce, dell’arte e dell’architettura.

Con Light&Flow, quattro opere mostrano come la luce possa superare la dimensione puramente tecnica per farsi materia espressiva, esperienza percettiva e strumento di relazione con lo spazio.

La selezione comprende Crepuscolo di Hidetoshi Nagasawa, Quadratus di Shinji Yamamoto, Helios di Ginzel & Jones e Il sangue della memoria di Anne e Patrick Poirier: quattro differenti ricerche artistiche, presentate senza seguire un percorso interpretativo prestabilito, ma lasciando alle opere il compito di attivare lo spazio e lo sguardo del visitatore.

Quando tecnologia, spazio e mobilità progettano un nuovo modo di vivere la città.

La città non è solo un luogo da attraversare. È un sistema costituito da gesti, percorsi, attese e connessioni. E ogni dettaglio può fare la differenza.

Da oltre trent’anni PARKIT progetta la mobilità urbana partendo da un’idea precisa: rendere più semplice il modo in cui le persone vivono, attraversano, e si muovono negli spazi della città.

Controllo degli accessi, gestione della sosta, pagamenti digitali, sensoristica, software e piattaforme intelligenti diventano così parte di un unico ecosistema, interconnesso, capace di dialogare e di mettere in comunicazione tra loro le aree parcheggio di: aeroporti, ospedali, hotel, business center, shopping center, centri agroalimentari, parcheggi urbani e nodi di interscambio con la rete del trasporto pubblico: autobus, treni, metro, taxi, autostrade.

Ma progettare la mobilità non significa soltanto sviluppare tecnologia. Significa progettare un’esperienza. È qui che PARKIT incontra il design: nella ricerca di soluzioni intuitive, a basso impatto ambientale, essenziali e integrate nello spazio, cercando l’armonizzazione, tra ambiente circostante, nel quale s’inseriscono i Device e soluzioni che favoriscono la fluidità degli spostamenti. Tecnologie che non chiedono attenzione, ma la restituiscono. Dispositivi che non interrompono il paesaggio urbano, ma ne diventano parte.

Anche un gesto quotidiano come parcheggiare può essere ripensato: un’interfaccia più semplice, un sistema più fluido, un dispositivo progettato per durare e per adattarsi all’ambiente che lo circonda. Il risultato è una nuova idea di infrastruttura: intelligente, connessa, discreta.

Un approccio costruito in oltre 30 anni di know-how e rafforzato dalla partnership esclusiva per l’Italia con Scheidt & Bachmann, per portare nel nostro Paese soluzioni evolute per la gestione della mobilità e della sosta.

Per PARKIT, la smart city è una città progettata meglio. Una città in cui hardware e software lavorano insieme, in cui i dati diventano strumenti per leggere i flussi, in cui ogni punto di accesso può diventare una connessione e ogni soluzione può migliorare l’esperienza di chi la utilizza. Perché il futuro della mobilità non si misura solo in ciò che la tecnologia sa fare. Si misura in quanto riesce a farci vivere meglio la città. Il design della mobilità urbana.

In aggiornamento

Un hub di competenze per integrare design, materiali e sostenibilità. 

Il design contemporaneo non si limita alla forma, ma interpreta il modo in cui le persone abitano, utilizzano e percepiscono gli spazi. In questa prospettiva, l’edilizia sostenibile assume un ruolo centrale: la scelta dei materiali, delle tecnologie e delle modalità costruttive diventa parte integrante del progetto e contribuisce alla qualità estetica, ambientale e abitativa degli edifici. 

Forme nasce all’interno di questa visione come hub per l’edilizia sostenibile e l’efficientamento energetico. L’azienda crea connessioni tra produttori, progettisti, applicatori, installatori e committenti, favorendo la nascita di un ecosistema nel quale competenze e soluzioni possono incontrarsi e contribuire allo sviluppo dei progetti. 

La sostenibilità rappresenta oggi una delle principali sfide del design applicato all’architettura. L’attenzione all’origine delle materie prime, al loro ciclo di vita, alla riciclabilità, all’efficienza energetica e al benessere delle persone introduce nuovi criteri di progettazione. Materiali naturali e tecnologie efficienti diventano così strumenti attraverso i quali il progetto può esprimere una visione più consapevole del costruire

In un mercato ancora fortemente frammentato, Forme opera per rendere queste possibilità più accessibili, mettendo in relazione competenze che spesso rimangono separate. L’azienda affianca i progettisti nella scelta dei materiali e nello sviluppo delle soluzioni, favorisce il confronto con i produttori e contribuisce al reperimento di applicatori qualificati, accompagnando il progetto fino alla fase di cantierizzazione. 

La formazione costituisce un ulteriore elemento distintivo. Seminari tecnici, corsi applicativi e visite a cantieri bioedili favoriscono la diffusione di conoscenze necessarie per trasformare i principi della sostenibilità in soluzioni concrete. 

La partecipazione di Forme alla BOLD – Bologna Live Design rappresenta quindi un’occasione per affermare una visione nella quale design, architettura e sostenibilità dialogano in modo organico. Per Forme, progettare il futuro significa anche scegliere come costruirlo.

In aggiornamento

Apertura straordinaria del museo Virgola di Mario Nanni

La rivoluzione della marionannischolé

Al museo virgola e la marionannischolé in occasione della bold design raccontiamo fattidiluce

Il museo virgola (in via santo stefano 94 a bologna), apre straordinariamente le sue porte per presentare la marionannischolé e dedicare una serata alla cultura della luce e del progetto.

la scuola, fondata dalla fondazione marionanni ets, nasce con l’obiettivo di formare lo scrittoredellaluce attraverso percorsi didattici che promuovono l’interdisciplinarità come pratica quotidiana, favorendo processi di condivisione e contaminazione tra arti, scienza, cultura, tecnologie e sperimentazioni. la marionannischolé offre due percorsi didattici, il percorso triennale progettarevocedelverboamare e il master viaggiandopercostruirsi. il master inaugurerà ufficialmente nelle giornate del 5 e 6 ottobre con due giornate di studio, dal titolo “raccontiamo fattidiluce”, presso l’oratorio di san giovanni battista dei fi orentini, ospiti della banca di bologna, in corte de’ galluzzi sei.

entrambe le proposte convergono nell’idea di una necessaria innovazione dell’insegnamento come base per una conseguente trasformazione della società contemporanea, stimolando il pensiero critico e lo sviluppo di competenze trasversali. al centro della sua pedagogia, la marionannischolé pone l’importanza di un’istruzione che valorizzi l’esperienza diretta, invitando lo studente a scoprire e valorizzare le proprie potenzialità creative e avere gli strumenti per diventare loscrittoredellaluce, il nuovo mestiere del futuro. solo quando tutte le arti si uniscono si raggiunge l’incanto, e tutto diventa poesia, poesiadiluceuniversale.

fattidiluce è il giornale della fondazionemarionanni e la voce del movimento culturale dello scrittoredellaluce. il trimestrale, nato il 21 luglio 2026, è un cantiere aperto e uno spazio dedicato alla ricerca in cui scrivono gli studenti della marionannischolé, i docenti, i progettisti e gli studiosi di varie discipline. con il giornale, stampato su una carta speciale e antica, nata dal recupero di una pasta di stracci e una parte minima di cellulosa. in un’epoca dominata dalla frenesia, dalla velocità e dal consumo rapido di immagini, che scrolliamo senza che se ne faccia davvero tesoro, si riscopre il valore antico della carta stampata, prendendo una scelta difficile e controcorrente.
il giornale propone racconti pratici e culturali che sono le radici della buona progettazione. la luce viene vista come linguaggio, materia e guida che forma il nostro percorso di vita. non si tratta solo di una scelta ecologica, ma della creazione di un’esperienza plurisensoriale capace di coinvolgere ben quattro dei nostri sensi: il tatto, l’udito, l’olfatto e la vista. un lusso discreto che restituisce valore al momento della lettura.

oggi come allora
il bisogno di ritrovare il proprio tempo,
il proprio spazio,
la propria luce

Mostre

Ingresso libero in tutte le location

PAESAGGI URBANI
Visioni di architetti sulla città. Gesti impressi su una lastra di ceramica

Visioni di architetti e autori sulla città contemporanea e sulle sue trasformazioni

Nell’ambito delle manifestazioni di Bologna Live Design, prende forma un progetto culturale che intende andare oltre la dimensione espositiva della manifestazione, proponendosi come un momento di riflessione e di narrazione collettiva sulla città contemporanea.

Il progetto invita un gruppo selezionato di architetti, designer e autori di rilievo internazionale a esprimere un pensiero personale e immediato: un segno, uno scenario, un disegno, un’immagine, un render o anche una semplice frase, realizzati con la tecnica e il linguaggio che ciascuno ritiene più propri.

Non viene richiesto di sviluppare un progetto compiuto, ma di condensare in un’unica opera la propria visione della città e delle trasformazioni sociali, culturali, tecnologiche e urbane che stiamo attraversando.

Hanno aderito al progetto:

  • Arch. Aldo Aymonino
  • Arch. Stefano Boeri
  • Arch. Michele De Lucchi
  • Doriana e Massimiliano Fuksas
  • Arch. Massimo Iosa Ghini
  • Kengo Kuma & Associates
  • Arch. Piero Lissoni
  • Elena Salmistraro
  • Arch. Matteo Thun

Ogni contributo è riprodotto su una grande lastra ceramica, messa a disposizione dalle aziende del settore, e diventa parte di un’installazione collettiva allestita nell’ex Chiesa di San Mattia, nel cuore del centro storico di Bologna.

L’allestimento, seguito direttamente dalla curatela, è volutamente essenziale e rispettoso dell’identità architettonica e storica del luogo: uno spazio privo di apparati scenografici invasivi, affinché siano le visioni e i pensieri degli autori, in dialogo con l’architettura di San Mattia, a costruire il significato dell’esposizione.

Al di là del valore dei singoli contributi, il progetto compone una testimonianza corale sul nostro tempo: una raccolta di visioni libere, autorevoli ed eterogenee sulla città e sul suo paesaggio, affidata alla materia e alla durata della ceramica.

GUADI
Mostra di Fabio Iemmi

Estetica, nella sua origine greca, significa percepire, conoscere attraverso i sensi. È da qui che prende avvio l’incontro con Fabio Iemmi: dalla materia non come semplice rivestimento o elemento decorativo, ma come presenza capace di trasformare la percezione e la qualità degli spazi che abitiamo.

In un’ora, Fabio Iemmi ripercorrerà le tappe essenziali della ricerca materica che ha scandito il suo lavoro nel tempo. Un tracciato di sintesi – perché ogni materia richiederebbe tempo per essere realmente approfondita – che attraverserà superfici, tecniche, sperimentazioni e linguaggi, fino ad approdare alle più recenti ricerche polimateriche.

Calci, terre, ossidi, pigmenti, metalli e tessuti raccontano un percorso nel quale materia, luce e gesto entrano in relazione. Non soltanto per produrre un risultato estetico, ma per interrogarsi su ciò che una superficie restituisce allo spazio e a chi lo vive.

Il tavolo di lavoro diventerà la mappa concreta di questo racconto: materiali, passaggi ed esiti della ricerca accompagneranno il pubblico dentro un processo che parte dalla materia e arriva alla pelle dell’architettura.

Al centro, il bello inteso non come lusso o privilegio, ma come componente della qualità dell’abitare. Perché anche la scelta materica più semplice, quando nasce dalla conoscenza e dalla consapevolezza, può cambiare la relazione con uno spazio e diventare espressione di un modo personale di viverlo.

HUrbana - Sentieri dello sguardo
Mostra di Sara Allegrini

HUrbana nasce dalla ricerca fotografica di Sara Allegrini sul ritratto e dalla possibilità di riconoscere, dentro ogni volto, un paesaggio. Un volto urbano, attraversato dal tempo, dalle esperienze, dagli incontri e dai luoghi nei quali si muove. Lo sguardo, un’espressione, una postura diventano territori da esplorare, tracce di una geografia personale che appartiene alla città quanto a chi la abita.

Da questa ricerca prende forma un secondo intervento. Il team dei Roadrunners ha rielaborato le fotografie di Sara Allegrini trasformandole nell’ultimo strato di una sequenza di manifesti sovrapposti, ispirati all’immaginario del cinema e dei cartoni animati. Immagini incollate una sull’altra, strappate, consumate, cancellate solo in parte. Frammenti di epoche e linguaggi differenti restano visibili sotto la superficie, mentre il ritratto fotografico emerge come l’immagine più recente di una storia iniziata molto prima.

È lo stesso processo con cui la città costruisce continuamente la propria identità. Aggiunge, copre, cancella e lascia riaffiorare. La superficie diventa così memoria, luogo di passaggio, dove il presente non cancella mai del tutto ciò che c’era.
HUrbana invita quindi a seguire un flow, più che un percorso. A lasciarsi portare da un volto all’altro, dalle immagini che emergono a quelle che sopravvivono sotto di esse, senza cercare necessariamente un principio o una fine.
Perché anche un volto è fatto di stratificazioni, segni, memorie e sovrapposizioni. E forse ciò che chiamiamo identità non è altro che l’ultima immagine visibile di tutte quelle che siamo stati.

Eventi

Ingresso libero in tutte le location

Sabato 19 Settembre

Aperitivo su invito, a cura di Temakinho e Palazzo Zambeccari

Lunedì 21 Settembre

Quando il design suona - Omar, il pianista sul Maggiolone

Intervento sul design e live performance

Musica e parole con Omar Conti, Il Pianista sul Maggiolone Che cosa accade quando il design non nasce soltanto per dare forma a un oggetto, ma per costruire una vita più vicina ai desideri di chi la abita?

Ad accompagnare l’inaugurazione di BOLD sarà Omar Conti, designer laureato in Transportation Design allo IAAD di Torino, pianista e compositore autodidatta, conosciuto come Il Pianista sul Maggiolone. Al suo fianco c’è Lino, il Maggiolone rosso del 1973 ricevuto dai nonni e trasformato personalmente in compagno di viaggio, spazio di vita e palcoscenico itinerante.

Un progetto nel quale design, musica e ricerca personale finiscono per coincidere: non è l’uomo ad adattarsi all’oggetto, ma è l’oggetto a essere ripensato intorno alle sue necessità e alla vita che desidera condurre.

Per l’apertura di BOLD, Omar darà vita a una performance di 90 minuti nella quale il pianoforte sarà accompagnato da tre momenti narrativi: un’introduzione, un intermezzo e una riflessione conclusiva. Musica e parole costruiranno così un unico racconto intorno al tema scelto da Omar: quando il design è davvero al servizio dell’uomo, progettare significa prima di tutto ascoltare.

Ascoltare i bisogni, riconoscere i desideri e trasformarli in una forma possibile. Lino non sarà soltanto la scenografia della performance, ma la dimostrazione concreta di questo pensiero: un’automobile che, attraverso il progetto, è diventata casa, strumento di libertà e luogo d’incontro.

A seguire food and music

Martedì 22 Settembre

Evento Unfold Zone

Giunto alla sua quarta edizione, UNFOLD è uno spazio di incontro tra architettura, progettazione e aziende.

17:30 – Apertura
18:00-19:00 – Design Talk – DNA = Design + Nature + Architecture
Curato da The Plan e moderato da Giovanni Franceschelli, CEO e Founder di Rizoma Architetture, proporrà una riflessione sul potere dell’architettura come strumento di trasformazione, capace di influenzare il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con gli spazi, per costruire luoghi significativi, capaci di generare identità, relazioni e valore nel tempo.
19:00-23:00 – Aperitivo & Networking

Apericena con intrattenimento dj set SMOMA

Mercoledì 23 Settembre

Degustazione cantina Icario by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Icario nasce nel 1999 a Montepulciano, nel cuore della Toscana, con un progetto orientato alla produzione di vini capaci di esprimere le caratteristiche del territorio.

La tenuta si estende complessivamente per 56 ettari, dei quali 27 dedicati alla produzione vitivinicola, con i vigneti disposti in un anfiteatro naturale tra i 300 e i 450 metri di altitudine.

La particolare composizione dei terreni varia in base all’altitudine: tufo e sabbia nelle zone più alte e una maggiore presenza di argilla in quelle inferiori.

Icario è principalmente specializzata nella produzione di Vino Nobile di Montepulciano, affiancato da altre interpretazioni del territorio toscano, con l’obiettivo di esprimere attraverso vini differenti le caratteristiche delle diverse zone.

Web site: www.icario.it

Degustazione cantina Icario by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Icario nasce nel 1999 a Montepulciano, nel cuore della Toscana, con un progetto orientato alla produzione di vini capaci di esprimere le caratteristiche del territorio.

La tenuta si estende complessivamente per 56 ettari, dei quali 27 dedicati alla produzione vitivinicola, con i vigneti disposti in un anfiteatro naturale tra i 300 e i 450 metri di altitudine.

La particolare composizione dei terreni varia in base all’altitudine: tufo e sabbia nelle zone più alte e una maggiore presenza di argilla in quelle inferiori.

Icario è principalmente specializzata nella produzione di Vino Nobile di Montepulciano, affiancato da altre interpretazioni del territorio toscano, con l’obiettivo di esprimere attraverso vini differenti le caratteristiche delle diverse zone.

Web site: www.icario.it

Design Night con Nico Carminati di Virgin Radio

La Design Night di BOLD prende vita a Palazzo Isolani con Nico carminati, dj di Virgin Radio, tra musica, incontri e movimento.

Giovedì 24 Settembre

Evento Interiormente

In occasione di BOLD & FLOW e CERSAIE, dal 19 al 27 settembre 2026 il nostro spazio di via dell’Inferno 16b, Bologna, sarà uno dei luoghi protagonisti del percorso dedicato al design in città.

Presentiamo le novità di Davide Groppi insieme ad alcuni prodotti iconici di Ingo Maurer!
un racconto di luce che dialoga con i mobili bagno Moab80 e con la rubinetteria di Antonio Frattini, presentata in anteprima.

Un incontro tra luce, materia e progetto, nel cuore di Bologna.

Vi aspettiamo per un aperitivo insieme, come sempre… gustosissimo.

Degustazione cantina Petrussa by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

L’azienda agricola Petrussa nasce a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, dove la famiglia è legata alla terra dall’inizio del Novecento.

L’attuale progetto prende forma nel 1987, quando Gianni e Paolo Petrussa prendono in mano l’azienda e scelgono di dedicarsi alla valorizzazione del territorio di Prepotto e delle sue caratteristiche vitivinicole.

La cantina ha nella produzione dello Schioppettino di Prepotto il proprio principale elemento distintivo: un vitigno storico della zona, coltivato dalla famiglia da generazioni e oggi riconosciuto come una delle espressioni più rappresentative del territorio.

La produzione comprende inoltre Merlot, Chardonnay e altri vini legati alla tradizione dei Colli Orientali

Web site: petrussa.it

Apertura straordinaria del museo Virgola di Mario Nanni

La rivoluzione della marionannischolé

Al museo virgola e la marionannischolé in occasione della bold design raccontiamo fattidiluce

Il museo virgola (in via santo stefano 94 a bologna), apre straordinariamente le sue porte per presentare la marionannischolé e dedicare una serata alla cultura della luce e del progetto.

la scuola, fondata dalla fondazione marionanni ets, nasce con l’obiettivo di formare lo scrittoredellaluce attraverso percorsi didattici che promuovono l’interdisciplinarità come pratica quotidiana, favorendo processi di condivisione e contaminazione tra arti, scienza, cultura, tecnologie e sperimentazioni. la marionannischolé offre due percorsi didattici, il percorso triennale progettarevocedelverboamare e il master viaggiandopercostruirsi. il master inaugurerà ufficialmente nelle giornate del 5 e 6 ottobre con due giornate di studio, dal titolo “raccontiamo fattidiluce”, presso l’oratorio di san giovanni battista dei fi orentini, ospiti della banca di bologna, in corte de’ galluzzi sei.

entrambe le proposte convergono nell’idea di una necessaria innovazione dell’insegnamento come base per una conseguente trasformazione della società contemporanea, stimolando il pensiero critico e lo sviluppo di competenze trasversali. al centro della sua pedagogia, la marionannischolé pone l’importanza di un’istruzione che valorizzi l’esperienza diretta, invitando lo studente a scoprire e valorizzare le proprie potenzialità creative e avere gli strumenti per diventare loscrittoredellaluce, il nuovo mestiere del futuro. solo quando tutte le arti si uniscono si raggiunge l’incanto, e tutto diventa poesia, poesiadiluceuniversale.

fattidiluce è il giornale della fondazionemarionanni e la voce del movimento culturale dello scrittoredellaluce. il trimestrale, nato il 21 luglio 2026, è un cantiere aperto e uno spazio dedicato alla ricerca in cui scrivono gli studenti della marionannischolé, i docenti, i progettisti e gli studiosi di varie discipline. con il giornale, stampato su una carta speciale e antica, nata dal recupero di una pasta di stracci e una parte minima di cellulosa. in un’epoca dominata dalla frenesia, dalla velocità e dal consumo rapido di immagini, che scrolliamo senza che se ne faccia davvero tesoro, si riscopre il valore antico della carta stampata, prendendo una scelta difficile e controcorrente.
il giornale propone racconti pratici e culturali che sono le radici della buona progettazione. la luce viene vista come linguaggio, materia e guida che forma il nostro percorso di vita. non si tratta solo di una scelta ecologica, ma della creazione di un’esperienza plurisensoriale capace di coinvolgere ben quattro dei nostri sensi: il tatto, l’udito, l’olfatto e la vista. un lusso discreto che restituisce valore al momento della lettura.

oggi come allora
il bisogno di ritrovare il proprio tempo,
il proprio spazio,
la propria luce

Degustazione cantina Petrussa by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

L’azienda agricola Petrussa nasce a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, dove la famiglia è legata alla terra dall’inizio del Novecento.

L’attuale progetto prende forma nel 1987, quando Gianni e Paolo Petrussa prendono in mano l’azienda e scelgono di dedicarsi alla valorizzazione del territorio di Prepotto e delle sue caratteristiche vitivinicole.

La cantina ha nella produzione dello Schioppettino di Prepotto il proprio principale elemento distintivo: un vitigno storico della zona, coltivato dalla famiglia da generazioni e oggi riconosciuto come una delle espressioni più rappresentative del territorio.

La produzione comprende inoltre Merlot, Chardonnay e altri vini legati alla tradizione dei Colli Orientali

Web site: petrussa.it

Serata jazz

Venerdì 25 Settembre

Degustazione cantina Riboli by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Cantina Riboli nasce a Sessame, in provincia di Asti, all’inizio degli anni Duemila, quando la famiglia acquista una casa di campagna con sei ettari di terreno, inizialmente coltivati quasi per hobby. Il primo passo verso la produzione vinicola arriva nel 2009, con la prima vinificazione delle uve Barbera, mentre nel 2013 nasce il primo Barbera d’Asti DOCG, Mappale 61. Oggi la cantina è particolarmente specializzata nella valorizzazione della Barbera d’Asti, con diverse interpretazioni dedicate anche all’invecchiamento, tra cui Nove Filari. La produzione comprende inoltre Moscato d’Asti, Chardonnay, Metodo Classico e sperimentazioni come il Cortese macerato e affinato in anfora.
 

Degustazione cantina Riboli by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Cantina Riboli nasce a Sessame, in provincia di Asti, all’inizio degli anni Duemila, quando la famiglia acquista una casa di campagna con sei ettari di terreno, inizialmente coltivati quasi per hobby. Il primo passo verso la produzione vinicola arriva nel 2009, con la prima vinificazione delle uve Barbera, mentre nel 2013 nasce il primo Barbera d’Asti DOCG, Mappale 61. Oggi la cantina è particolarmente specializzata nella valorizzazione della Barbera d’Asti, con diverse interpretazioni dedicate anche all’invecchiamento, tra cui Nove Filari. La produzione comprende inoltre Moscato d’Asti, Chardonnay, Metodo Classico e sperimentazioni come il Cortese macerato e affinato in anfora.
 

Apericena con intrattenimento dj set SMOMA

Un DJ set di Smoma Music Design tra elettronica, contaminazioni e grandi brani internazionali, pensato per far dialogare musica, spazio e pubblico.

Delegazione CERSAIE con Chef Gabriele Spinelli

Maestro gelatiere e pasticciere bolognese, ha costruito il proprio percorso tra ricerca artigianale, rigore e una profonda passione per i grandi lievitati. Per BOLD firma dessert originali, completandone dal vivo la finitura con un gesto che diventa parte dell’esperienza.

Sabato 26 Settembre

Degustazione cantina Olim Bauda by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Tenuta Olim Bauda si trova a Incisa Scapaccino, nel cuore del Monferrato, all’interno di una tenuta la cui storia risale al XIII secolo e che diventa proprietà della famiglia Bertolino nel 1961.

Da allora la famiglia ha sviluppato progressivamente l’attività vitivinicola, arrivando a possedere circa 100 ettari di terreno, dei quali circa un terzo destinato alla vite e coltivato in regime biologico.

La cantina segue direttamente tutte le fasi della produzione e si concentra sui principali vitigni piemontesi.

Tra le specialità spiccano Barbera d’Asti e Nizza DOCG, affiancati da Cortese, Grignolino e Moscato d’Asti.

Web site: www.tenutaolimbauda.it

Degustazione cantina Olim Bauda by Godivino

20 posti disponibili. Solo su prenotazione

Tenuta Olim Bauda si trova a Incisa Scapaccino, nel cuore del Monferrato, all’interno di una tenuta la cui storia risale al XIII secolo e che diventa proprietà della famiglia Bertolino nel 1961.

Da allora la famiglia ha sviluppato progressivamente l’attività vitivinicola, arrivando a possedere circa 100 ettari di terreno, dei quali circa un terzo destinato alla vite e coltivato in regime biologico.

La cantina segue direttamente tutte le fasi della produzione e si concentra sui principali vitigni piemontesi.

Tra le specialità spiccano Barbera d’Asti e Nizza DOCG, affiancati da Cortese, Grignolino e Moscato d’Asti.

Web site: www.tenutaolimbauda.it

BYD NIGHT - Apertura bar con Apericena

BYD NIGHT - Dj set Chionna

DJ e music selector bolognese, costruisce percorsi sonori che attraversano disco music, house, deep house, acid jazz e soulful. Una ricerca musicale iniziata alla fine degli anni Settanta e sviluppata nei club più rappresentativi della scena italiana, dove selezione, ritmo e atmosfera diventano parte di un’unica esperienza.

Domenica 27 Settembre

A seguire food and music

Talk

Ingresso libero in tutte le location

Lunedì 21 Settembre

La materia che si abita

Dalla ricerca sulla superficie alle nuove opere polimateriche

Talk by Fabio Iemmi | Massimo Iosa Ghini

“Estetica, nella sua origine greca, significa percepire, conoscere attraverso i sensi. È da qui che prende avvio l’incontro con Fabio Iemmi: dalla materia non come semplice rivestimento o elemento decorativo, ma come presenza capace di trasformare la percezione e la qualità degli spazi che abitiamo.

In un’ora, Fabio Iemmi ripercorrerà le tappe essenziali della ricerca materica che ha scandito il suo lavoro nel tempo. Un tracciato di sintesi – perché ogni materia richiederebbe tempo per essere realmente approfondita – che attraverserà superfici, tecniche, sperimentazioni e linguaggi, fino ad approdare alle più recenti ricerche polimateriche.

Calci, terre, ossidi, pigmenti, metalli e tessuti raccontano un percorso nel quale materia, luce e gesto entrano in relazione. Non soltanto per produrre un risultato estetico, ma per interrogarsi su ciò che una superficie restituisce allo spazio e a chi lo vive.

Il tavolo di lavoro diventerà la mappa concreta di questo racconto: materiali, passaggi ed esiti della ricerca accompagneranno il pubblico dentro un processo che parte dalla materia e arriva alla pelle dell’architettura.

Al centro, il bello inteso non come lusso o privilegio, ma come componente della qualità dell’abitare. Perché anche la scelta materica più semplice, quando nasce dalla conoscenza e dalla consapevolezza, può cambiare la relazione con uno spazio e diventare espressione di un modo personale di viverlo.”

Fabio Iemmi
“Fabio Iemmi, nato a Montecchio Emilia nel 1952, è artista e restauratore, abilitato dal Ministero della Cultura come tecnico del restauro.

L’esperienza maturata negli interventi su cicli pittorici, apparati ornamentali e patrimoni architettonici storici costituisce il fondamento della sua ricerca artistica. Il suo lavoro attraversa pittura, scultura, tessile, progettazione e intervento ambientale, recuperando tecniche antiche come l’encausto, l’affresco e il graffito e mettendole in dialogo con una sperimentazione contemporanea sui materiali.

Calci, terre, ossidi, pigmenti, metalli, carta giapponese, pietre semipreziose e tessuti diventano superfici vive, nelle quali materia, luce e gesto concorrono a costruire una diversa esperienza dello spazio.

Ha esposto ai Chiostri di San Giovanni Evangelista di Parma, al Museo dei Bozzetti di Pietrasanta e al Castello di Montecchio Emilia. Ha inoltre collaborato con realtà quali BPER Banca, Poltrona Frau e Max Mara Group e realizzato interventi in Cina presso il Museo della Storia dello Shaanxi e il Mausoleo Han Yang Ling di Xi’an.

Una parte significativa della sua ricerca è dedicata all’accessibilità culturale, attraverso ambienti tattili, olfattivi e cromatici e progetti sviluppati con musei, università, U.I.C.I. ed enti pubblici.”

Design system

Inventare, non re-inventare

Talk by Gianluca Piroli | Manuel Roncoroni

Modera Daniela Fava

“C’è una convinzione dura a morire secondo cui il talento sarebbe sufficiente a far funzionare un’azienda. È una delle illusioni più costose del mondo del lavoro. Metti insieme dieci persone brillanti senza un sistema e, nel giro di pochi giorni, avrai dieci modi diversi di fare la stessa cosa, dieci linguaggi, dieci interpretazioni, dieci piccole verità che finiranno per ostacolarsi a vicenda. Il caos ha un’incredibile capacità di travestirsi da creatività.

Il Design System nasce proprio per smascherare questo inganno. Non è un manuale grafico, non è una raccolta di regole pensate per limitare chi progetta. È uno strumento che elimina tutto ciò che non merita più di essere discusso. Perché il problema non è scegliere ogni volta un pulsante, un colore o un carattere tipografico. Il problema è essere costretti a scegliere nuovamente ciò che l’organizzazione dovrebbe avere già chiarito.

Inventare significa concentrare intelligenza ed energia su ciò che ancora non esiste. Non re-inventare significa costruire una base comune capace di rendere il lavoro coerente, riconoscibile e scalabile. Il Design System trasforma il talento individuale in un linguaggio condiviso: non riduce la creatività, la libera dalle decisioni ripetitive e le restituisce spazio.”

Gianluca Piroli
“Gianluca Piroli nasce a Parma nel 1965 e si forma all’Istituto d’Arte Paolo Toschi, sviluppando fin da giovane una sensibilità visiva e progettuale che lo porterà a costruire una carriera solida nel mondo della comunicazione, della moda e dell’editoria.

Fin dagli esordi collabora con importanti brand internazionali – tra cui Fiorucci, Levi’s, Ferré, Wrangler e Vans – distinguendosi per la capacità di trasformare idee in linguaggi visivi riconoscibili e contemporanei. Tra il 1990 e il 1996 ricopre il ruolo di direttore creativo per Replay, contribuendo alla definizione dell’identità del marchio in una fase di forte crescita.

È Presidente di ACME Creative Studio, realtà fondata nei primi anni ’90, con cui sviluppa progetti di comunicazione, identità e direzione creativa per aziende italiane e internazionali, collaborando anche con fotografi di fama mondiale come Helmut Newton, Ferdinando Scianna e Sheila Rock.

Nel corso degli anni sviluppa una competenza specifica anche nel packaging, inteso non come elemento accessorio ma come estensione del prodotto e del posizionamento del brand. Ogni progetto nasce da una logica strutturale precisa: materiali, proporzioni, texture e linguaggio grafico vengono orchestrati per costruire un’esperienza coerente, riconoscibile e duratura. Il packaging diventa così un dispositivo narrativo, capace di trasferire valore e identità ancora prima dell’oggetto che contiene.

Ricopre il ruolo di Chief Communication Officer (CCO) per Zampetti Immobili di Pregio, dove contribuisce alla definizione del posizionamento, del linguaggio e del sistema di comunicazione nel segmento del luxury real estate.

Accanto all’attività di direzione creativa sviluppa un’intensa produzione editoriale. È direttore e autore di progetti come Casa ed Eleganza e altre testate legate al mondo del lifestyle e del lusso, dove costruisce un racconto del bello che unisce estetica, cultura e visione contemporanea.

È inoltre coautore, insieme a Roberto Alessi, del volume Nulla accade per caso, biografia dedicata a Fabrizio Zampetti, pubblicata da Rizzoli. È curatore del volume Autoimmuni di Dimitris Tsoukalas, pubblicato da Rizzoli, progetto editoriale che affronta il tema delle patologie autoimmuni con un approccio scientifico e divulgativo.

A completamento del suo percorso consegue una laurea magistrale in Scienze Politiche, rafforzando una visione che integra dimensione creativa e pensiero strategico.

Figura poliedrica e trasversale, Gianluca Piroli si distingue per un approccio che unisce estetica, metodo e cultura, costruendo nel tempo un linguaggio personale capace di attraversare moda, comunicazione, editoria e packaging senza mai perdere coerenza. Un percorso raccontato nel volume Gianluca Piroli – The Road Runner, l’impossibile tentativo di ricostruire la vita di un creativo a cavallo nel ’900.”

Manuel Roncoroni
“Manuel Roncoroni è graphic designer, con una formazione artistica all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma. Il suo lavoro attraversa grafica, identità visiva, installazione e allestimento, trasformando superfici, materiali e spazi in strumenti di comunicazione.

Dal 2001 ha collaborato con numerosi brand della moda e del lifestyle, tra cui Love Therapy by Elio Fiorucci, Pinko, Marina Yachting, Bikkembergs, Best Company, North Sails, Fornarina, Coveri, Harmont & Blaine, Colmar, U.S. Polo Assn. e Levi’s. Ha inoltre sviluppato progetti per Costa Crociere, Martini e Rossi, Martini Racing, Figurine Panini, Maserati, Seat, WWF, LIPU, Fondazione Monteparma, APE Parma Museo e Museo Archeologico di Piacenza.

La sua ricerca non si limita alla grafica applicata: comprende interventi ambientali, installazioni e progetti nei quali il linguaggio visivo acquisisce una presenza fisica. Nel suo percorso ha lavorato al restauro di dipinti, all’installazione di opere d’arte su navi da crociera, alla progettazione di ambienti e a interventi capaci di ridefinire l’identità di luoghi e attività.

Con Top Ars sviluppa progetti per aziende, istituzioni e realtà culturali, muovendosi sul confine tra ordine e rottura, metodo e intuizione. Il suo obiettivo non è decorare, ma interpretare e costruire immagini, spazi e sistemi riconoscibili, capaci di lasciare una traccia.”

Daniela Fava
Fondatrice e direttrice di Kosmos Language & Technology, Daniela Fava guida un’agenzia specializzata in servizi linguistici per la comunicazione internazionale. Collabora con importanti brand dei settori food, beauty e consumer goods – tra cui Fabbri 1905, Rovagnati, Despar, Coswell, Fila e Giotto – accompagnandoli nella gestione di contenuti multilingue, dal packaging alla comunicazione corporate, con particolare attenzione alla conformità normativa e alla coerenza globale del brand.

Martedì 22 Settembre

Il progetto invisibile

Designer e impresa: la responsabilità progettuale condivisa

Talk by Flavia Russo | Paolo Sartori | Alessandro Giunchi

Un dialogo a tre voci sulla responsabilità progettuale condivisa tra designer e impresa, che permette a un’idea di diventare realtà, mantenendo coerenza tra visione creativa, esigenze dell’impresa ed esperienza delle persone.

Flavia Russo
Creative Director e imprenditrice nella comunicazione, lavora con brand italiani e internazionali con un’attenzione costante alla costruzione di narrazioni autentiche e contemporanee. Come Ambassador ADCI, promuove la cultura creativa sul territorio connettendo professionisti, imprese e nuove generazioni.

Paolo Sartori
Imprenditore e marketing strategist, alla guida di Overlook. Da oltre vent’anni unisce consulenza strategica ed esperienza imprenditoriale diretta, mettendo in relazione obiettivi aziendali, creatività e realizzazione dei progetti.

Alessandro Giunchi
Interior designer con oltre venticinque anni di esperienza nella progettazione, crede che un progetto valga per la relazione che lo sostiene: ascolto, chiarezza e fiducia tra chi immagina e chi realizza. Una visione nata sul campo, dove le idee diventano spazi che migliorano la qualità dell’abitare.

La forma del movimento

Progettare gli spazi della mobilità contemporanea

Talk by Parkit

Sauro Rossi

Parcheggi e infrastrutture non sono soltanto elementi funzionali, ma parti vive della città e dell’esperienza quotidiana. Il talk esplora come design, tecnologia e progettazione possano trasformare gli spazi della mobilità in luoghi connessi, sostenibili e accessibili, capaci di mettere al centro le persone.

Sauro Rossi
Fondatore e amministratore unico di PARKIT. Da oltre trent’anni lavora sull’evoluzione della sosta e della mobilità urbana, promuovendo soluzioni in cui tecnologia, integrazione e sostenibilità concorrono a migliorare l’esperienza delle persone.

Mercoledì 23 Settembre

Pensare Responsabilmente

Il branding inclusivo per generare valore sociale

Talk by Claudia Pace

Claudia Pace racconta come l’inclusività possa passare da esercizio di reputazione a criterio di progettazione del brand: dalla rappresentazione autentica ai rischi del diversity washing, per costruire comunicazioni che generino fiducia, appartenenza e valore sociale reale.

Claudia Pace
Direttrice Creativa indipendente e membro ADCI (Art Directors Club Italiano). Progetta identità e campagne per brand e istituzioni, con un approccio che unisce creatività, responsabilità e attenzione all’impatto sociale della comunicazione.

Raccontare ciò che non c’è più

Architettura, memoria e nuovi modi di abitare la storia

Talk by Denise Tamborrino

Il rinnovamento del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e del Parco archeologico di Kainua ricompone museo e area archeologica in un unico sistema interpretativo. Il patrimonio diventa così materia viva: uno spazio aperto che connette ricerca, territorio e comunità.

Denise Tamborrino
“Architetto, dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica, è attualmente Direttrice del Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e del Parco archeologico di Kainua di Marzabotto e dei siti monumentali statali della Città Metropolitana di Bologna. Direttrice museale con una consolidata esperienza internazionale, ha sviluppato negli anni strategie innovative di valorizzazione per importanti istituzioni culturali.

Dopo esperienze accademiche e di ricerca in Italia e all’estero, dal 2012 è Funzionario Architetto del Ministero della Cultura, per il quale si occupa di tutela, valorizzazione e progetti innovativi, promuovendo approcci sperimentali alla conservazione, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio.

Ha curato mostre ed eventi di rilievo internazionale, tra cui il laboratorio sperimentale “La vita degli oggetti. Il suono della città”, realizzato in co-progettazione con il Dipartimento dei Servizi Educativi e il Dipartimento di Arte Greca e Romana del Metropolitan Museum di New York, e l’installazione “La strage degli innocenti” di Per Barclay presso l’ex Chiesa di San Barbaziano, in occasione di Art City Bologna 2025.

Ha ottenuto riconoscimenti come la Menzione Speciale al Premio “Gianluca Spina” con il laboratorio “Archominecraft. Costruisci una città come farebbe un etrusco” (2022) e il finanziamento PAC con il progetto “Under the Same Sky” di Eva Marisaldi (2023). È inoltre vincitrice della prima edizione del bando Italian Council con il progetto Zero (Weak fist) di Patrick Tuttofuoco (2017). Dal 2019 al 2022 è stata Vicepresidente del Comitato Tecnico Scientifico per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del MiC e membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Nel 2025 è stata coordinatrice scientifica per patrimonio e cultura di DICOLAB – Cultura al Digitale Emilia-Romagna e Marche.”

A che serve la cultura?

Quando il valore relativo diventa impatto reale

Talk by Michele Trimarchi | Elisabetta Bracci | Chiara Faini

“Come tutte le cose prive di una funzione materiale, e pertanto ‘inutili’ secondo le tassonomie rigide del paradigma manifatturiero, la cultura è indispensabile. Offre l’unica risposta credibile all’urgenza di rappresentazione di sé (che caratterizza la specie umana dal resto degli esseri viventi), genera pensiero critico, alimentando così la capacità interrogativa (potremmo dire la preferenza per il ‘problem facing’ sul ‘problem solving’), costruisce capitale sociale e responsabilità civica grazie alla condivisione dei suoi valori in una comunità che sa guardare verso lo stesso punto dell’orizzonte. In sintesi, migliora la nostra vita individuale e fa crescere la società.

La discussione parte da qui: il valore culturale non si dichiara, si verifica. Senza presenza, frequenza, partecipazione e condivisione, anche il patrimonio più importante resta un valore virtuale — enunciato, non accaduto. Mentre ogni attività umana può generare reddito, occupazione e valore aggiunto, solo la cultura può esercitare un impatto unico accrescendo il capitale sociale, la qualità della vita urbana, l’inclusione, la reticolarità fertile degli scambi e un’atmosfera creativa. E passa attraverso la sostenibilità cognitiva: la possibilità di comprendere e assimilare il cambiamento, invece di subirlo o rifugiarsi in schemi che non leggono più il presente. Così possiamo alimentare e trasmettere al nostro futuro non più oggetti inerti o resi esclusivi ed ermetici dalla hybris dei nouveaux riches dell’industria, ma una fiumana inesauribile di interpretazioni, conoscenze e letture critiche che della cultura costituiscono la spina dorsale dei valori.

In questa cornice, la cultura ha un valore incisivo e unico se la sappiamo estrarre dal loculo dorato in cui spesso è confinata e sepolta, e la vogliamo offrire a una società sempre più complessa, sofisticata e cosmopolita. Chiusa gelosamente in torri d’avorio per oltre due secoli, adesso è tempo che la cultura attivi un dialogo serrato con il tessuto urbano e sociale.”

Michele Trimarchi
“Michele Trimarchi, PhD, è economista della cultura e professore ordinario di Economia Pubblica all’Università Magna Graecia di Catanzaro. Insegna Economia della Cultura allo IUAV di Venezia e partecipa a corsi e master dedicati all’economia e alla gestione della cultura.

Ha studiato diritto, economia e musica e ha fondato Tools for Culture, organizzazione attiva nella ricerca, nella formazione e nella progettazione di strategie per l’arte e la cultura.

Ha collaborato a progetti di cooperazione culturale internazionale promossi dalla Banca Mondiale, dall’UNESCO, dalla Inter-American Development Bank e dall’Unione europea, lavorando sui temi del patrimonio, dei musei, delle città d’arte e delle politiche culturali.

Autore di numerosi saggi e pubblicazioni, studia il valore economico e sociale della cultura, il suo impatto sulle comunità e la necessità di superare modelli e format convenzionali. Nel 2026 ha pubblicato “The Economic Value of Culture: Resources, Markets, Strategies and Policies in a Multiple Society”.

Elisabetta Bracci
“Ingegnere appassionata di impatti etici e sociologici del digitale, da più di 20 anni guida progetti nazionali e internazionali per una transizione digitale etica, sostenibile e competitiva.

Dopo un percorso in primarie multinazionali, nel 2017 ha fondato Jump Facility, realtà specializzata nella consulenza strategica in ambito smart-services. È innovation manager della Rete d’Impresa YOUFM, la principale e più longeva rete italiana per il no-core aziendale. Dal 2022 dirige il Clust-ER Innovate della Regione Emilia-Romagna, supportando la competitività del territorio attraverso l’innovazione digitale.

Tra le voci di riferimento nella divulgazione tecnologica, è keynote in eventi internazionali e TEDx. In collaborazione con Six Seconds, ha sviluppato e registrato il metodo ‘Capitale di Risonanza’, un approccio innovativo che integra intelligenza artificiale nelle organizzazioni, valorizzando l’intelligenza emotiva.

È autrice del libro “L’AI e l’arte della manutenzione per cuori scordati” (DTI) e co-autrice del libro “Tomorrow’s Data Empowered Project Management – Agile Decision Making, Sustainability and AI” (Springer).”

Chiara Faini
Manager culturale e dell’innovazione. Dal 2019 al 2024 ha coordinato Innovazione culturale ed Economia urbana della Fondazione per l’Innovazione Urbana di Bologna.

Giovedì 24 Settembre

Dare forma e valore a un’idea

Tutela, strategia e comunicazione

Talk by Avv. Maria Paola Pinna | Jessica Abbuonandi | Massimo Iosa Ghini

“Il momento più delicato di un’idea non è quando nasce, ma quando deve uscire allo scoperto. Per diventare un progetto ha bisogno di essere raccontata, condivisa, mostrata a collaboratori, aziende e possibili investitori. È un passaggio necessario, ma è anche quello in cui l’idea diventa più vulnerabile.

Che cosa possiamo proteggere davvero? Quanto conta poter dimostrare quando e come è nato un progetto? Dove finisce l’ispirazione e comincia la copia? E come si tutela un’intuizione senza impedirle di circolare, incontrare competenze e trovare le risorse necessarie per crescere?

Maria Paola Pinna, avvocata specializzata nella tutela della proprietà intellettuale di artisti e imprese, affronta questi interrogativi dal punto di vista della protezione di marchi, design, brevetti e diritto d’autore, chiarendo possibilità, limiti e zone grigie della tutela. Jessica Abbuonandi porta l’esperienza di chi, con JAB e Wise Mind Place, accompagna inventori, professionisti e imprese nel percorso che conduce dall’intuizione alla sua realizzazione.

Un dialogo tra diritto e impresa per capire come condividere un’idea senza perderne il controllo e come rendere la sua protezione una parte concreta del progetto, non qualcosa a cui pensare quando è ormai troppo tardi. Con una particolare attenzione al design industriale: dalla difesa dell’unicità contro la contraffazione all’uso dei diritti acquisiti come strumenti di negoziazione, valorizzazione del brand e costruzione di un vantaggio competitivo. Perché un’idea adeguatamente tutelata può diventare non soltanto un prodotto, ma un vero asset economico e un valore riconoscibile sul mercato.”

Avv. Maria Paola Pinna
Avvocata specializzata in proprietà intellettuale. Assiste aziende e creativi nella tutela di marchi, design, diritto d’autore e asset immateriali.

Jessica Abbuonandi
Fondatrice di JAB S.r.l. e Wise Mind Place, realtà nate per accompagnare inventori, professionisti e imprese nello sviluppo, nella tutela e nel valore delle idee.

Tra forme d’arte

La cultura del costruire sostenibile.
Progetto, materia e cantiere: dove la sostenibilità diventa concreta

Talk by Forme

Giorgia Lermini | Enrico Manzi | Giovanni Del Medico | Filena M. Di Tommaso | Matteo Bignozzi

Modera Emanuele Goio

“Un edificio sostenibile non nasce dalla semplice scelta di un materiale naturale o di una tecnologia efficiente. Nasce quando progetto, competenze tecniche e capacità esecutive riescono davvero a incontrarsi.

Tra Forme d’Arte porta il tema della sostenibilità fuori dal territorio delle dichiarazioni per ricondurlo al luogo in cui viene messo alla prova: il cantiere. Tra una prestazione progettata e una prestazione realmente ottenuta esiste infatti un passaggio decisivo, fatto di conoscenza dei materiali, qualità della posa, attenzione ai dettagli e dialogo tra tutte le figure coinvolte.

Imprenditori, architetti, ingegneri e artigiani metteranno a confronto prospettive diverse ma inseparabili: la visione progettuale, il comportamento dell’involucro, il comfort acustico, la scelta dei materiali naturali e la loro applicazione. Esperienze e casi concreti permetteranno di comprendere che cosa accade quando queste competenze lavorano insieme e che cosa, invece, rischia di perdersi quando il processo si frammenta.

Al centro del confronto ci sarà anche il valore contemporaneo dell’artigiano. La parola deriva da ars: arte intesa non come gesto decorativo, ma come sapere capace di trasformare la materia. Nell’edilizia sostenibile questa competenza torna a essere essenziale: materiali come legno, canapa, paglia e argilla richiedono conoscenza, sensibilità e una corretta esecuzione per esprimere davvero le proprie qualità.

Da qui il ruolo decisivo della formazione, non come semplice aggiornamento tecnico, ma come terreno comune tra chi immagina, chi calcola e chi costruisce. La sostenibilità diventa reale soltanto quando ogni scelta riesce ad attraversare l’intero processo, dal progetto alla posa, senza perdere significato e prestazioni.

Guidato da Emanuele Goio, consulente bioedile con una lunga esperienza nei materiali naturali e nei sistemi per l’involucro, il confronto metterà in relazione le diverse competenze attraverso una domanda comune: quando possiamo dire che un edificio è davvero sostenibile?

Un talk per comprendere come nasce concretamente un edificio sostenibile, ma anche per restituire valore a una cultura del costruire fondata sulla collaborazione, sulla responsabilità e sulla qualità del saper fare. Perché non abitiamo soltanto una forma: abitiamo i materiali, le decisioni e il lavoro con cui quella forma è stata costruita.”

Giorgia Lermini
Giorgia Lermini è ingegnere gestionale, imprenditrice, Founder e CEO di Forme srl sb, realtà bolognese attiva nell’edilizia sostenibile e nella transizione energetica. Ha sviluppato un modello che integra consulenza, assistenza tecnica e formazione, affiancando imprese, progettisti e installatori nella realizzazione di edifici più efficienti e consapevoli. La sua visione mette al centro competenza, innovazione e collaborazione tra le diverse figure della filiera.

Emanuele Goio
Emanuele Goio è consulente bioedile con una lunga esperienza nell’edilizia sostenibile e nell’impiego di materiali naturali. Referente Naturalia-Bau per Bologna e la Romagna, affianca progettisti, imprese e professionisti nella scelta di materiali e sistemi per l’involucro edilizio. Svolge inoltre attività di formazione e divulgazione, promuovendo un modo di costruire capace di coniugare prestazioni, comfort abitativo e rispetto per l’ambiente.

Enrico Manzi
Enrico Manzi è ingegnere edile e tecnico competente in acustica. Da oltre vent’anni si occupa di progettazione, consulenza, verifiche e collaudi in acustica edilizia, ambientale e industriale. La sua attività di ricerca riguarda materiali e componenti per l’isolamento acustico, l’edilizia in legno e la progettazione dell’involucro. È impegnato nella formazione tecnica e coordina il Gruppo di Lavoro Acustica dell’Ordine degli Ingegneri di Bologna.

Giovanni Del Medico
Giovanni Del Medico è geometra, artigiano e titolare di un’impresa edile dal 1999. L’esperienza maturata nel recupero di case d’epoca lo ha avvicinato all’edilizia sostenibile e all’impiego di materiali naturali. Specializzato nelle costruzioni in paglia, canapa, argilla e legno, ha realizzato oltre venticinque cantieri di edilizia naturale. Socio ANAB, collabora con aziende produttrici e ha tenuto corsi anche al Politecnico di Torino e in percorsi rivolti ai professionisti.

Filena M. Di Tommaso
Filena M. Di Tommaso è architetta e fondatrice di Pervinca Studio. Formata tra Firenze, Delft e Barcellona, ha maturato oltre vent’anni di esperienza tra Italia e Spagna. Si occupa di rigenerazione urbana, spazio pubblico, paesaggio, mobilità sostenibile e recupero del patrimonio architettonico. Il suo approccio integra progettazione, ricerca e sperimentazione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, ai materiali naturali e al contesto sociale e culturale dei luoghi.

Matteo Bignozzi
Architetto. Per diversi anni ha progettato edifici in bioedilizia, prima di dedicarsi ad altri aspetti del costruire. Oggi lavora in Naturalia-Bau, dove si occupa di contenuti tecnici, comunicazione e divulgazione, e continua a studiare materiali naturali e modi diversi di costruire e abitare, dalla fibra di legno alla terra cruda.
Perché una casa, alla fine, non è soltanto un involucro che deve avere buone prestazioni. È il posto dove passiamo una parte piuttosto consistente della nostra vita. Da qui nasce un interesse personale per il rapporto tra spazio, persone, benessere e ambiente, e per le conseguenze, spesso meno visibili di quelle misurabili con uno strumento, delle scelte che facciamo quando costruiamo i luoghi in cui viviamo.
La progettazione e la rappresentazione sono anche il terreno su cui si muove da sempre: disegna, modella in 3D e fotografa, per lavoro e per piacere. E continua a curiosare un po’ ovunque, dalle tecnologie più recenti a quelle che sembravano strane già quando erano nuove, passando per sensori fotografici improbabili e software sperimentali che qualcuno, prima o poi, avrebbe dovuto rendere davvero utili.
In fondo, il filo conduttore è abbastanza semplice: la curiosità per come funzionano le cose, per come si possono mettere in relazione e, soprattutto, per cosa succede quando si prova a guardarle da un punto di vista diverso.

Le 8 regole + 1

Talk by Mario Nanni

“Il maestro marionanni presenta le 8 regole + 1 della luce: la tecnica diventa strumento creativo. parametri come la resa cromatica e la distribuzione del flusso non sono regole rigide, ma strumenti per dare forza all’idea poetica: la tecnologia sostiene l’intuizione per creare un’esperienza visiva ed emozionale unica.”

Mario Nanni
Maestro della luce, scrittore della luce, progettista, artista, artigiano, poeta.

Venerdì 25 Settembre

La permanenza della forma

Contro l’obsolescenza visiva di oggetti e identità

Talk by Packaging Première

Federica Cecchi | Luca Fois | Mario Trimarchi

Modera Filippo Bellini

In un presente dominato da linguaggi e stili che si consumano rapidamente, è ancora possibile progettare forme capaci di attraversare il tempo? Tre sguardi si confrontano sul valore della permanenza e su ciò che rende una forma inevitabile, anziché semplicemente nuova.

Federica Cecchi
Architetto e Wine Designer, da 25 anni si occupa di branding e packaging per il settore wine & food. È Board Advisor dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e fondatrice di URBAN-GAP.

Luca Fois
Creative Advisor e docente al Politecnico di Milano e POLI.design. Si occupa di design strategico, eventi, packaging e valorizzazione dei territori, con particolare attenzione al mondo del vino.

Mario Trimarchi
Architetto e designer, fondatore di Fragile e docente di Brand Design alla NABA. Progetta oggetti e identità esplorando il rapporto tra forma, materia, memoria e durata nel tempo.

Filippo Bellini
Giornalista, copywriter e moderatore, si occupa di beauty, luxury e packaging. È membro dell’Advisory Board di Packaging Première e favorisce il dialogo tra innovazione, impresa e mercati.

Design per la longevità

Verso una nuova idea dell’abitare

Talk by Visionnaire

Leopoldo Cavalli

“


La partnership tra Visionnaire e The Longevity Suite nasce da una riflessione condivisa sul rapporto tra spazio, tempo e qualità della vita. Se gran parte della nostra esistenza si svolge all’interno di ambienti progettati, il design può assumere un ruolo attivo nel modo in cui viviamo, percepiamo e attraversiamo il tempo. Il talk esplora questa prospettiva, mettendo in dialogo cultura del progetto, ricerca e benessere per immaginare spazi capaci di generare valore e accompagnare l’individuo nel lungo periodo.”

Leopoldo Cavalli
Presidente Esecutivo e Co-Fondatore di Visionnaire, brand italiano di riferimento nell’alto design sartoriale e nella progettazione su misura. Entrato giovanissimo nell’azienda di famiglia IPE, nel 2004 fonda Visionnaire insieme alla sorella Eleonore, guidandone lo sviluppo internazionale. Oggi segue i principali progetti del brand nei settori residenziale e hospitality, con particolare attenzione alle nuove visioni dell’abitare e alla partnership con The Longevity Suite.